incesto
Notte Senza Fine
Angel1965
15.08.2025 |
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"Le misi le mani sui fianchi e iniziai a prenderla, colpo dopo colpo, sempre più forte, sempre più profondo, il suo corpo che tremava, i gemiti che si facevano urla, il sudore che ci bagnava, ..."
Gis mi guardò con quegli occhi lucidi, ardenti di piacere, le guance arrossate, il respiro caldo che mi colpiva il viso e mi faceva fremere, e mi sorrise con quella malizia che sapevo solo lei, mia cognata e complice in segreto, poteva regalarmi. — Angelo… questa è stata solo la prima… — sussurrò con voce roca, piena di gemiti trattenuti, e il suo sguardo mi prometteva ore e ore di piacere puro, senza freni. Si mosse verso di me strisciando lentamente, le mani che tracciavano linee di fuoco sul mio petto, scendendo fino a trovare il mio cazxo pulsante. Lo avvolse tra le dita calde, lo accarezzò con una presa decisa e lenta, mentre mi fissava negli occhi, sfidandomi e invitandomi al contempo. — Guarda come mi fai bagnare… — mormorò, infilando due dita nella sua fica ancora lucida e calda, mostrandomi il desiderio che ribolliva tra le sue gambe.Con un movimento rapido e provocante, si girò di colpo, piegandosi in avanti e offrendo il suo culo sodo e alto, la fica gonfia che mi chiamava senza parole. Mi avvicinai, sentendo l’odore intenso del suo corpo, e senza esitazione la penetrai con un affondo pieno, facendola gemere forte, il suo bacino che si muoveva all’unisono con il mio ritmo. — Sì… così… spingilo tutto… fammi sentire ogni centimetro… — ansimava, mentre il sudore scorreva lungo la sua schiena e il mio cazxo affondava nella sua fica calda. Il suo corpo tremava, i suoi muscoli stringevano, e la sborra calda le bagnava le cosce mentre lei urlava il mio nome senza freni, desiderosa di essere consumata.
Non le diedi tregua. La girai sulla schiena, spalancandole le gambe, e ripresi con un ritmo più deciso, più intenso, mentre lei mi afferrava la testa e mi baciava con passione, la lingua che si intrecciava alla mia, i gemiti che si confondevano in urla di piacere. — Sì… sì… scopami… fino a farmi urlare… — ansimava, mentre il mio cazxo la penetrava ancora più profondamente. Il suo culo si sollevava a ogni spinta, la sua fica mi avvolgeva come una morsa, le mani graffiavano la mia schiena e io continuavo a prenderla senza sosta, fino a quando il primo orgasmo la travolse, e un’ondata calda mi bagnò, mescolandosi alla mia sborra, mentre lei tremava e veniva di nuovo, stringendomi con forza.
Ma Gis non era sazia. Con un sorriso stanco e feroce allo stesso tempo, si mise a quattro zampe, sollevando il culo e mostrando la fica lucida che mi chiamava, desiderosa e pronta per altro. — Vieni… scopami da dietro… voglio sentire il tuo cazxo fino all’ultima goccia… — sussurrò, e io non ressi. Le misi le mani sui fianchi e iniziai a prenderla, colpo dopo colpo, sempre più forte, sempre più profondo, il suo corpo che tremava, i gemiti che si facevano urla, il sudore che ci bagnava, la sborra che iniziava a colare tra le nostre pelli. — Così… sì… così voglio… — gridava, e io esplodevo dentro di lei, riempiendola di nuovo, mentre lei veniva una seconda volta, tremando e stringendomi come se non volesse lasciarmi andare.
Restammo pochi secondi a riprendere fiato, ma il desiderio tra noi era troppo grande, troppo intenso, e Gis, senza perdere tempo, si voltò ancora, spalancò le gambe e mi chiamò con gli occhi: — Non abbiamo ancora finito… voglio che mi prendi ancora… voglio sentire il tuo cazxo dentro di me fino all’alba… —.
Non persi un istante. La presi, il culo alto e teso, e la penetrai ancora, con un ritmo che la fece gemere ininterrottamente, la fica calda e avvolgente che mi succhiava dentro ogni volta che affondavo, le mani che mi graffiavano la schiena, il corpo che sobbalzava al ritmo dei colpi. — Sì… così… fammi sentire tutto… voglio la tua sborra dentro… — ansimava, il viso teso e le labbra umide mentre io continuavo senza tregua.
Ogni colpo la faceva tremare, il suo culo rimbalzava sul letto, la sua fica stringeva il mio cazxo, e il piacere cresceva fino a diventare insostenibile. Esplosi ancora, riempiendola di sborra, mentre lei veniva per la terza volta, urlando il mio nome, tremando, aggrappandosi a me come se fossimo una cosa sola.
Non smettemmo. Ci rialzammo, ci abbracciammo, ci guardammo negli occhi e capimmo che quella notte non conosceva limiti. Ogni secondo successivo fu colpi, gemiti, sudore, cazxo dentro fica, culo alto, sborra calda, urla e respiro affannoso. Ci consumammo insieme, in un vortice continuo di piacere proibito e irresistibile, fino a quando l’alba non illuminò la stanza, ma noi eravamo ancora lì, uniti, sudati, esausti, felici, sapendo che quella notte sarebbe rimasta impressa per sempre nei nostri corpi, nel nostro desiderio, nel nostro segreto più intenso.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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